Paola Borgna e la clandestinità

Martedì 5 luglio, nell’ambito di Molteplicittà, presso le Librerie Coop Ambasciatori, si è tenuta la presentazione del libro di Paolo Borgna “Clandestinità (e altri errori di destra e di sinistra)” ed. Laterza; l’incontro è stato moderato da Silvestro Ramunno.

Un fenomeno epocale come le nuove migrazioni verso l’Europa poteva essere l’occasione per una scommessa straordinaria: ragionare su una cultura della legalità, coniugata con il principio di solidarietà, collegare i comuni doveri con la capacità di estendere i diritti e di includere nuove popolazioni. Si poteva fare, di questa scommessa, l’orizzonte dell’Europa del futuro. Si poteva fare ma non si è fatto. La nostra ampia e confusa normativa sugli stranieri è sbagliata. È inefficace, non raggiunge gli obiettivi che si propone. Produce ingiustizia. È forte con i deboli e debole con i forti. Basta leggere cosa è accaduto ad Angela, moldava che voleva fare la badante; Hamid, marocchino, baby pusher; Abdel, egiziano e giardiniere clandestino.

Noi abbiamo in Italia un fenomeno di clandestinità troppo esteso – conferma l’autore –  a causa di una normativa sugli ingressi troppo farraginosa e lenta, che condanna alla clandestinità anche a chi non vuole esserlo e avrebbe le condizioni per emergere. L’errore della sinistra è stato quello di non aver saputo scindere la solidarietà verso gli immigrati dalla criminalità, l’errore della destra è stato quello di cavalcare il senso di insicurezza della popolazione in termini di consenso dando solo risposte declamatorie come l’introduzione del reato di clandestinità”.

Paolo Borgna è magistrato a Torino dal 1981. Tra il 2001 e il 2003 ha lavorato a Bruxelles, come esperto di criminalità transfrontaliera, al Patto di stabilità per il Sud Est Europa. Attualmente è procuratore aggiunto nel capoluogo piemontese e coordina il gruppo di lavoro Sicurezza urbana. Per anni si è occupato di tratta degli esseri umani. È autore di vari saggi sulla giustizia.